A Milano l’arte irregolare

L’arte irregolare nasce, a dire il vero, in regime di sovrabbondanza di regole. Ossia le rigide norme degli ospedali psichiatrici di una volta. Quei luoghi ove il Nulla lo si poteva misurare centimetro per centimetro. Giornate basate sul tempo che non scorre: il frastuono di un televisore acceso; il solito rituale dell’accendersi una sigaretta, la monotonia di lunghe, interminabili camminate nei corridoi. Anche di notte si continuava a passeggiare come se l’oggi non fosse mai esistito e il domani non dovesse venire mai. Rituali stanchi nelle cui pieghe germoglia l’Art brut, celebrata con l’intensa antologica intitolata “Furtiva e selvatica come una cerva”, fino all’8 luglio 2015 presso la Galleria Maroncelli 12 di Milano.

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